Poiché il nostro linguaggio è non di rado poco adatto al contesto scuola, abbiamo provato a chiederci perché ci piacciono tanto le parole volgari e perché gli adulti le condannano. Domande semplici dalle risposte complesse, che abbiamo scritto alla Lim. Poi abbiamo provato a distinguere espressioni dei tre registri (alto, medio, basso) e abbiamo anche messo in scena delle situazioni nelle quali viene facile inveire, sbottare, imprecare.. Risultato: abbiamo scoperto che ci sono decine di altri modi meno crudi e meno offensivi per dire la rabbia, il dissenso, la frustrazione, la noia.. E soprattutto, abbiamo preso l’impegno di provare ad usare questi altri modi. Provare è già una svolta. I ragazzi e le ragazze della secondaria di Paspardo.
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